Privacy

Su Internet i più giovani (e non solo) raccontano esperienze, condividono cosa gli piace e cosa no, postano le foto dei loro momenti più importanti. Ma non solo: vogliono avere tanti amici, cercano un pubblico, persone con cui interagire. Manifestano, insomma, il bisogno di apparire e mostrarsi e di stare in relazione, strettamente connesso alla ricerca di una propria identità.

E la privacy? Saper gestire la propria privacy, non a caso è il primo passo per navigare su Internet in modo autonomo: riguarda la propria sicurezza online, ma anche la “reputazione”, ovvero come stabilire il giusto confine tra sé e gli altri. Per questo parlare di privacy con i tuoi studenti e le tue studentesse,
può essere un’occasione educativa. Parla loro anche della nuova normativa per la protezione della privacy, il GDPR (nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali), entrato in vigore nel Maggio del 2018, che introduce tutele e limiti con riferimento alla loro minore età. In Europa, il nuovo Regolamento Generale Sulla Protezione Dei Dati (GDPR 2016/679) è diventato applicabile il 25 maggio 2018. Un processo lungo e articolato ha portato alla sua redazione, riconosciuta come fondamentale, in un periodo in cui la protezione dei dati personali è diventata centrale, strettamente connessa ai diritti fondamentali. Il GDPR stabilisce l’età necessaria per una persona a fornire il proprio consenso al trattamento dei suoi dati (nel nostro paese l’età del consenso del minore è stabilita ora a 14 anni). Tale consenso è fondamentale per usufruire di molti dei servizi di Internet (app., social network, etc.).

Prima di questa età è il genitore che deve fornire il consenso per conto dei propri figli/figlie. Cosa è cambiato dal punto di vista legislativo in Italia? A regolare la Privacy ed i Dati Personali in Italia è il Decreto Legislativo 196 del 30 giugno 2003 (“Codice della privacy” – Testo unico sulla Privacy della Repubblica italiana), modificato dal Decreto Legislativo 101 del 10 agosto 2018, recante ‘Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (Regolamento Generale Sulla Protezione Dei Dati)’. Il D.Lgs. 101/2018, pubblicato sulla GU Serie Generale n.205 del 04 settembre 2018, con entrata in vigore dal 19 settembre, è stato emanato dunque per adeguare il Codice Privacy D.Lgs. 196/2003 alle nuove norme UE. Inoltre, con riferimento a episodi di cyberbullismo, la legge 71/2017, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, per quanto riguarda necessità di segnalazione e rimozione, prevede che ciascun minore ultraquattordicenne (o i suoi genitori o chi esercita la responsabilità del minore) che sia stato vittima di cyberbullismo può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti diffusi nella rete. Se entro 24 il gestore non avrà provveduto, l’interessato può rivolgere analoga richiesta al Garante per la protezione dei dati personali, che rimuoverà i contenuti entro 48 ore. Il Garante ha pubblicato nel proprio sito il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo da inviare a: cyberbullismo@gpdp.it. Il Garante ha pubblicato nel proprio sito il modello per la segnalazione/reclamo in materia di cyberbullismo.

Cosa si intende per privacy

“Privacy” è il termine per indicare il “diritto alla riservatezza delle informazioni personali e della propria vita privata” (art.1 D.lgs n.196/2003). Tale diritto garantisce ad ogni individuo che i suoi dati personali non siano divulgati o conferiti a terzi senza la sua autorizzazione e che siano trattati nel rispetto delle regole e dei principi stabiliti dalla legge come attuativi del Diritto alla Privacy. Il diritto alla privacy e, in particolare, alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale delle persone, collegato alla tutela della dignità umana, come sancito anche dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea (art. n.7 e 8)

Per dato personale si intende “qualunque informazione relativa a persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale” (art.4 D.lgs 196/2003).
I dati personali si dividono in tre categorie (art. 4 D.lgs 196/2003)

  • dati sensibili:  i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale”
  •  dati identificativi: “i dati personali che permettono l’identificazione diretta dell’interessato”. Sono dati personali ad esempio il nome e cognome, l’indirizzo, il codice fiscale, dati sanitari, bancari ma anche la foto o la registrazione della voce.
  • dati giudiziari: “i dati personali idonei a rivelare provvedimenti (di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del d.P.R. 14 novembre 2002, n.313) in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato (ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale)”;